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Noi non leggiamo e scriviamo poesie perchè è carino;
noi leggiamo e scriviamo poesie perchè siamo membri della razza umana
e la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni,
necessarie al nostro sostentamento,
ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore,
sono queste le cose che ci tengono in vita.
Citando Walt Whitman:
-O me, o vita, domande come questa mi perseguitano,
infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti,
che v'è di nuovo in tutto questo? O me, o vita-
Risposta: che tu sei qui,
che la vita esiste e l'identità;
che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo?

(da "L'attimo fuggente")


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CHIEDEREI ANCORA QUALCOSA


Chiederei ancora qualcosa
se possedessi il cielo,
le sue stelle
e il mondo
con le sue infinite ricchezze.

Sarei però contento anche d'ogni
piccola cosa
se lei fosse mia.



da "Il Giardiniere"
Rabindranath Tagore




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Amore non è amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.
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W. Shakespeare

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Stelle guardi, astro mio; ah se fossi
cielo, per guardarti con molti occhi.
A.P. 7,669
'tr.prof. K'
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Astra vides: utinam fiam, mi sidus,
Olympus, - ut multis sic te luminibus videam.
Platone
'tr. Apuleio'
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Se sbaglio ad amarti e credi che sia tracotanza,
esercita la stessa violenza ed amami anche tu!
A.P. 12,188
Stratone (tr. prof.K)

______http://karterios-ars.myblog.it/_______


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LUOGHI DESERTI E SILENZIOSI...

Luoghi deserti e silenziosi per il mio dolore,
e il soffio dello Zefiro nel bosco solitario.
Qui posso piangere la mia nascosta pena,
solo che le nude rocce mantengano il segreto.
Da dove cominciare, Cinzia mia, il lamento
delle mie lacrime, della tua durezza?
Ancora ieri, amante felice, mi dicevano:
oggi il mio amore si è macchiato di una colpa.
Cos'ho mai fatto? Quali incantesimi ti mutano?
Questa tua asprezza, è a causa di una donna?
Torna da me: mai nessun'altra - te lo giuro -
ha attraversato la mia soglia col suo bel piedino!
Acerbo il mio dolore, per colpa tua;
ma la mia collera non sarà mai tanto crudele
da motivare il tuo furore: non voglio farti piangere,
non rovinare gli occhi con le lacrime!
Non ti dimostro amore impallidendo,
la fedeltà non grida sul mio viso?
Ditelo voi - se conoscete amore -,
tu faggio, e tu pino, caro al dio d'Arcadia!
Ah, quante volte, sotto l'ombra tenera, risuona
la mia voce! E il nome “Cinzia” inciso sulla corteccia!
Forse perché la tua offesa mi dà un tormento
che soltanto le mute porte conoscono?
Ho imparato a sopportare in silenzio la superbia
della mia padrona: non fa rumore la mia pena.
Divine fonti, gelide rocce - il mio compenso -
e duro riposo su un sentiero abbandonato.
La storia del mio dolore dovrò narrarla
agli striduli uccelli, in solitudine.
Comunque tu sia, “Cinzia, Cinzia” ripeteranno i boschi,
e ogni roccia echeggerà il tuo nome.

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Sesto Propenzio (50 ca-15 a.C.)



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La canzone che mai dirò
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Si è addormentata sulle mie labbra.
La canzone che mai dirò.

Sulla madre selva errava una lucciola

e la luna pungeva l’acqua come un raggio.

Allora sognai la canzone che mai dirò.

Canzone piena di labbra e di alvei lontani.

Canzone piena di ore perdute nell’ombra.

Canzone di stella viva sopra un perpetuo giorno.

F. Garcia Lorca



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L'Aspettativa - è Contentezza -

Il Guadagno - Sazietà -
Ma la Sazietà - Convinzione
Della Necessità

Di un Austero tratto nel Piacere -
Il Bene, senza allarmi
È una Fortuna troppo stabile -
Il Pericolo - accresce la Somma

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Non stimare lontano quello che si può avere

anche se in mezzo si stende il tramonto

- nè stimare vicino ciò che standoti al fianco

è più lontano del sole.

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Il miele migliore
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C'è un piacere arido
diverso dalla gioia
come il gelo è diverso dalla rugiada
sono elementi simili in realtà
ma uno fa felici i fiori
l'altro li spaventa
il miele migliore, una volta rappreso
non vale più niente per l'ape

Emily Dickinson




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Non conobbi legami. Allo sbaraglio, andai.
A godimenti, ora reali e ora
turbinanti nell'anima,
andai, dentro la notte illuminata.
Mi abbeverai dei più gagliardi vini,
quali bevono i prodi del piacere.

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Torna sovente e prendimi,
palpito amato, allora torna e prendimi,
che si ridesta viva la memoria
del corpo e antiche brame trascorrono nel sangue
allora che le labbra ricordano, e le carni,
e nelle mani un senso tattile si riaccende.

Torna sovente e prendimi, la notte,
allora che le labbra ricordano, e le carni...


C. Kavafis



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Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome,
per questo le giovinette ti amano.
Attirami dietro a te, corriamo!...


Salomone
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Cantico 1,2-4


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SONETTO DELLA LETTERA

Amore sviscerato, viva morte,
la tua parola scritta invano attendo e penso,
mentre sta appassendo il fiore,
se vivo senza me ti voglio perdere.
Il vento è immortale.
Non conosce la pietra inerte
l'ombra e non la sfugge.
Non ha bisogno l'intimo del cuore
del miele freddo sparso dalla luna.
Ma io soffersi.
Mi straziai le vene,
tigre e colomba,
sulla tua cintura
in un duello di morsi
e di asfodeli.
Riempi ora di parole il mio delirio
o fa' che viva nella mia serena notte
d'anima eternamente oscura.

di Federico Garcia Lorca

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QUANDO
Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di'
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra
trovino le mie undici lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.


(Ernesto "Che" Guevara)




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spleen e ideale

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(elevazione)

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi,
delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere,
al di là dei confini delle sfere stellate,
spirito mio tu ti muovi con destrezza e,
come un bravo nuotatore
che si crogiola sulle onde,
spartisci gaiamente,
con maschio, indicibile piacere,
le profonde immensità.
Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,
va' a purificarti nell'aria superiore,
bevi come un liquido puro e divino
il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.
Felice chi,
lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori
che pesano con il loro carico
sulla nebbiosa esistenza,
può con ala vigorosa
slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
saettano liberamente verso il cielo del mattino;
colui che vola sulla vita
e comprende agevolmente
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

Baudelaire




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Se non avessimo amato...
Se noi non avessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe una foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano.
Non fosse per le labbra dei poetiùChe cantano.

(Oscar Wilde)




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Desiderio di te mi sconvolge
mi fa tremare nel corpo - l'amore
è belva troppo dolce troppo amara

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MI PARE SIMILE A UN DIO


Mi pare simile a un dio
l'uomo che ti siede accanto
e ti ascolta così, mentre parli
con lieve sussurro e ridi amabile:
questo mi stringe il cuore nel petto!

Basta che ti getti uno sguardo
e subito la voce mi manca
la lingua si spezza, subito
un fuoco sottile mi scivola
sotto la pelle,

lo sguardo s'offusca, rombano le orecchie,
un freddo sudore mi cola, tutta
mi scuote un tremito,
e più verde dell'erba divento
e poco manca che muoia.

Ma bisogna che tutto sopporti...


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Saffo (VII-VI sec. a.C.)


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Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Francesco d'Assisi

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_________________

Il pleure dans mon cœur
Comme il pleut sur la ville ;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur ?

Ô bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits !
Pour un cœur qui s'ennuie,
Ô le chant de la pluie !

Il pleure sans raison
Dans ce cœur qui s'écœure.
Quoi ! nulle trahison ?...
Ce deuil est sans raison.

C'est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon cœur a tant de peine !




(Paul Verlaine - Il pleure dans mon coeur...)

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ALL'ANGOLO DI UNA STRADA


È mezzogiorno, tutto è tutto nero
e all'improvviso rosso di tanto in tanto
All'angolo di una strada che non esiste più
la morte passeggia come a casa sua.

Io me ne infischio, aspetto l'arcobaleno
e l'arcobaleno è il mio amante
L'amore si nasconde chi sa dove
l'amore si trova chi sa quando
l'amore si fa chi lo sa come
l'amore è più giovane della morte
anche se sono nati lo stesso giorno
All'angolo di una strada che non esiste più
che è appena andata via
la morte puttaneggia adescatrice.

Io me ne infischio, aspetto il mio amante
Sono sicura che oggi per lei
non ci sarà nessun cliente.
______________________

Jacques Prévert
-
Franco Battiato - Caffe' De La Paix (1993) Haiku

Seduto sotto un albero a meditare
mi vedevo immobile danzare con il tempo
come un filo d'erba
che si inchina alla brezza di maggio
o alle sue intemperie.

Alla rugiada che si posa sui fiori
quando s'annuncia l'autunno
assomiglio
io che devo svanire
e vorrei
sospendermi nel nulla
ridurmi
e diventare nulla.
___

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

(Cesare Pavese - Verrà la morte e avrà i tuoi occhi)

______________
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Come stare in equilibrio qui
Fra un mondo che è mondo
E un blu infinito di poesia?

(Calendaria Romero)

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Qui io ti amo.
Tra pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti.
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.

Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.

Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.

Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.
E poichè io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.

(P.Neruda)

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"Dopo la creazione il poeta rimane solo; sono altri e non lui, i lettori,
che ora stanno per creare se stessi nel ricreare l'opera poetica"

Octavio Paz
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