-______________________________________________________________________________________



Amore

L'Amore mi aprì le braccia
e la mia anima indietreggiò,
colpevole di fango e di vergogna.
Ma, con rapido sguardo, l'Amore
vide la mia debolezza fin dal mio primo istante
e venne più vicino chiedendomi dolcemente
se qualcosa mi mancava.
"Un invitato" risposi "degno di essere qui".
"Tu sarai quello", disse l'Amore.
Io, il maligno, l'ingrato?
O mio amato, non posso neppure guardarti.
L'Amore prese la mia mano e replicò sorridendo:
- "Chi ha fatto i tuoi occhi, se non io?"
- "E' vero, Signore, ma li ho sporcati;
lascia la mia miseria vada dove si merita".
- "E non sai tu" disse l'Amore "chi ne portò su di se il castigo?"
- "Mio amato, allora ti servirò".
- "Occorre che tu ti sieda", disse l'Amore, "che tu gusti il mio cibo".
E io mi sedetti e mangiai.


(S. Weil nata a Parigi nel 1909 - di famiglia ebrea - non entrò nella Chiesa Cattolica. Il destino della Weil era di restare, come scriveva, al "punto d'intersezione tra il cristianesimo e tutto ciò che è al di fuori di esso. + 1943)


______
-
Inserire testo
HOME | LABORATORIO | Atelier di lu 1 | atelier di lu 2 | gallery | ATELIER - CARD - HAIGA | collettivo poesia | collettivo Haiku | link autori ospiti | FONTI DELLA RICERCA E ORIZZONTI NUOVI | GRANDI POETI | autori haiku storici | sorry | Scritto nel tempo